2007 E 2009 Izourt, Francia

“RICORDATE IZOURT ” -  2007

 
 
Grazie alla collaborazione dei soci dell’Associazione Veneziani nel Mondo – Provincia di Venezia e Camera di Commercio di Venezia -dell’APT, della Proloco Fossaltese, della Corale Folcloristica Fossaltese, del Casinò di Venezia, della Promovetro, del Politecnico della Calzatura della Riviera del Brenta, della Coldiretti di Venezia e di altri partners veneti nonché dell’Associazione “Ricordate” con sede a Vicdessos-Auzat e dell’”Alleanza Franco-Italiana” del Midi Pyrenées con sede a Tolosa, si è potuto realizzare un’esposizione dei prodotti e dei servizi del territorio veneziano ad Auzat/Tarascon sur Ariege/Vicdessos nell’occasione della celebrazione delle vittime di Izourt del 1939.
L’iniziativa ha avuto luogo il 13-14 e 15 luglio alla presenza di un folto pubblico rappresentante i diversi settori dell’habit lavorativo ed istituzionale.

Da una parte l’Associazione Veneziani ha voluto presenziare istituzionalmente alla commemorazione del 70° Anniversario della catastrofe di Izourt (Ariège-Francia), evento tragico in cui, nel marzo 1939, 31 lavoratori dei quali 29 emigrati italiani persero la vita; dall’altra parte l’ associazione ha voluto promozionare le eccellenze veneziane e venete in termini di servizi e prodotti in uno stand riservato all’interno del “Villaggio dei sapori e dell’artigianato” a Tarascon, in cui soprattutto i prodotti della gastronomia veneta, italiana, spagnola, portoghese e francese hanno suscitato l’interesse di una moltitudine di gente.

Il venerdì 13 luglio 2007 ha avuto luogo l’apertura ufficiale della manifestazione a Vicdessos (Place du Gravier) alla presenza delle istituzioni, l’inaugurazione del Villaggio dei sapori, la visione del cortometraggio “Vajont”(a ricordo della tragedia di Longarone il 9 ottobre 1963) e del cortometraggio sulle vittime d’Izourt realizzato da Francis Fontes. La giornata ha avuto la sua conclusione con il grande concerto dell’orchestra italiana “L’Ottocento”, realizzato utilizzando degli strumenti musicali del 1800 e diretto dal maestro Carlo Barone.

Il sabato 14 luglio ha avuto luogo la cerimonia della commemorazione delle vittime d’Izourt,  preceduta dalla camminata verso la diga di Izourt, al Memoriale del cimitero di Vicdessos. La giornata ha avuto termine con dei concerti e spettacoli pirotecnici.

La domenica mattina 15 luglio è stata celebrata la messa solenne ad Auzat, trasmessa in diretta su France 2 e Rai 1; tutte le autorità ed i partecipanti veneti, italiani, spagnoli, portoghesi, francesi hanno sfilato in memoria dei martiri del lavori.  La giornata ha avuto poi conclusione con dei concerti di musica popolare locale ed internazionale.

L’evento ha riscosso un grandissimo successo soprattutto per i nostri espositori lì presenti: si sono instaurati importanti rapporti collaborativi tra buyers e nostri produttori veneziani e veneti. Inoltre, l’evento, nel suo insieme, ha permesso anche un rafforzamento dei rapporti istituzionali tra la nostra associazione e le autorità nonché associazioni francesi del luogo al fine di una futura programmazione di eventi da realizzare assieme.

 



VENTESIMO ANNIVERSARIO DEI CORSI DI ITALIANO

Venerdi 16 maggio 2008 - Castelginest Francia


L’Associazione Alliance Franco-Italienne di Midi Pyrenees rappresenta un punto di riferimento per la comunità d’origine italiana, specialmente veneta e veneziana.
Tra le attività rilevanti si annovera l’insegnamento della lingua italiana. I corsi istituiti raggruppano ogni anno più di 200 adulti provenienti da svariati comuni della regione di Tolosa.
Quest’anno é stato festeggiato il 20°Anniversario dei corsi di lingua italiana con l’organizzazione di una grande serata italiana che ha riunito tra le 300 e 400 persone, studenti, associati, simpatizzanti della nostra associazione di amicizia franco-italiana. 
La manifestazione ha avuto luogo venerdi’ 16 maggio 2008 ed é stat l'occasione  per rendere omaggio ufficiale a coloro che hanno creato e animato quest’attività da 20 anni. 
Un gruppo musicale veneto, Los Bafos di Portogruaro, hà animato questa serata.
L’evento ha inteso rafforzare i legami all’interno della comunità italiana residente nella regione di Tolosa e ricordare l’importanza della conservazione della lingua italiana in loco; ha rappresentato un momento di aggregazione degli italiani, veneti e veneziani grazie alla realizzazione di giochi di società e giochi a premi; ha offerto anche l’opportunità di promozionare i corsi d’apprendimento della lingua al fine di far conoscere quanto importante e costante sia l’attività svolta dai nostri italiani e discendenti lì residenti.




COMMEMORAZIONE DELLA TRAGEDIA DELL’IZOURT 2009
 
Sì è conclusa positivamente, nelle giornate del 19 e 20 settembre, la celebrazione in ricordo dei lavoratori emigrati italiani morti sul lavoro, che ha avuto luogo in Francia ad Izourt e che ha avuto la partecipazione di varie istituzioni del territorio veneto, di associazioni dell’emigrazione veneta, nonché dei familiari dei deceduti.

Era il 1939, quando 31 operai, tra cui 29 emigranti italiani di cui parecchi veneti e friulani, morirono in un cantiere di alta montagna per la costruzione di una diga, sepolti da una bufera di neve.

Presenti per la Regione del Veneto l’Assessore ai Flussi Migratori, Arch. Oscar De Bona, varie associazioni del mondo dell’emigrazione veneta tra cui l’Ass. Veneziani nel Mondo, organizzatrice dell’evento col supporto della Regione del Veneto e grazie alla collaborazione locale delle associazioni Alliance Franco-Italienne e "Ricordate" di Vicdessos ed Auzat – , l’Ass. Bellunesi nel Mondo, l’Ass. Padovani nel Mondo, l’Ente Vicentini nel Mondo; delegazioni ed associazioni protagoniste del sociale, rappresentanti di istituzioni di varie comunità quali Santa Giustina (BL), Valdastico, Pedemonte, Vicenza, Fossalta di Portogruaro, Quero, Lamon, Feltre, la provincia di Venezia.

Presente l’A.N.C.I. Veneto- deleg. Emigrazione Veneta, nonché una delegazione friulana rappresentante la cittadinanza di Morsano al Tagliamento e l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti). 
Notevole la presenza della comunità di Quero, presente con, oltre alle rappresentanze comunali,  una folta delegazione costituita da Protezione Civile, Alpini di Quero, Pro Loco, Ass. Emigranti di Quero, Comunità Montana Feltrina. 
Molte le istituzioni venete che non hanno potuto partecipare per impegni concomitanti, ma che hanno onorato l’appuntamento con messaggi d’onoreficienza e invio di doni alle istituzioni ed associazioni locali, come il Comune di Treviso ed altri enti.
Sabato 19 settembre , dopo la visita al sito “Les forges de Pyrène” – paese-museo degli antichi mestieri ancora viventi e all’accoglienza del Presidente della "Communauté de Communes pays d'Auzat et du Vicdessos", si è potuto assistere alla proiezione del film sull’Izourt, visitare la mostra sulla catastrofe ed assistere al concerto del coro bellunese di Lamon "Numeri Atque Voces”. Particolare interesse ha suscitato la mostra sulla storia della catastrofe, intitolata "il dovere della memoria” che ripercorre la vita nella valle dell’Ariège negli anni ’30, la costruzione della diga di Izourt, il giorno della catastrofe con i soccorsi, le esequie delle vittime, la commemorazione nel Marzo 2003.
Toccante é stata la giornata di domenica 20 settembre con la celebrazione della messa accompagnata dal coro bellunese e con la cerimonia davanti alla stele del Cimitero. 
Commovente è stata pure la cerimonia al cimitero di Vicdessos davanti alla stele con le bandiere delle delegazioni italiane e francesi, il parroco, i 31 mazzi di fiori deposti dai familiari all'appello di ogni vittima, i canti del coro, le letture.  
L’evento è stato ripreso da FR3 e da altre tv locali. 
Importante è risultato anche l’incontro dell’assessore Oscar De Bona e delle nostre associazioni per l’emigrazione con le istituzioni francesi, e le associazioni venete di Francia e con l’Associazione Ricordate Izourt e l’Alliance Franco-Italienne per la programmazione di future attività culturali nel 2010 e l’implementazione delle relazioni con i veneti residenti in Francia.

Grazie alla sinergia dei partecipanti è stato possibile realizzare un diario fotografico, con un totale di 624 foto visualizzabili come segue:

 


http://picasaweb.google.it/raffcolombara/Izourt1?authkey=Gv1sRgCMyvpJS_3KvRGQ&feat=directlink

http://picasaweb.google.it/raffcolombara/Izourt2?authkey=Gv1sRgCNi2ksum6NKNTg&feat=directlink


 










































































































STORIA DELLA TRAGEDIA DI IZOURT

 
 
Il 24 marzo 1939 una grande catastrofe colpisce 28 famiglie di emigranti italiani, tra cui anche veneti, e 2 francesi.
Siamo sui Pirenei, nel cantone francese dell'Ariege, nella vallata tra i paesi di Vicdessos e Auzat, al confine con il piccolo stato d'Andorra. Qui la societa elettrica francese fece costruire una grande diga, la diga dell'lzourt a quota 1.645 metri, per sbarrare il percorso all'impetuoso Rau d'Arties, la cui sorgente sgorga a 2.419 proprio sotto il Pic de Tristagne che misura 2.878 m. slm.
 
LA DIGA
La maestosa diga dà origine ad un lago artificiale che contiene 7,25 milioni di metri cubi d'acqua.
Poco più sotto a 1.176 metri di altezza le acque, incanalate a monte in grandi tubature che in vari tratti corrono in gallerie scavate nella montagna, entrano forzatamente nella grande centrale idroelettrica di Pradières, che fornisce energia elettrica a tutta la provincia dell'Ariège fino alla città di Tolosa.
 
I LAVORI
Agli operai francesi ed italiani il compito di costruire la diga, la grande centrale idroelettrica, la lunga rete di tubazioni che in molti tratti corre in apposite gallerie scavate nella roccia. Le tubazioni riforniscono d'acqua alle centrali idroelettriche di Pradieres, Auzat e Tarascon.

I lavori durarono all'incirca 3 anni, tra il 1938 ed i11940. I cantieri di lavoro rappresentavano una fonte economica e di sussistenza per molte famiglie. Nei cinque cantieri di costruiti tra quota 1.600 m. slm d'izourt e gli 800 m. slm di Auzat, lavoravano 349 operai: di questi 180 erano francesi, 107 italiani, 39 spagnoli, 18 di Andorra, 2 polacchi, uno svizzero ed uno slavo.

IL PRELUDIO ALLA TRAGEDIA
Il 23 marzo 1939, ad alta quota nevicava da un paio di  giorni, i lavori di costruzione della diga furono sospesi perche una tempesta di neve si abbatte sulla zona costringendo gli operai a rifugiarsi' nelle baracche costruite poco distanti dalla diga. Per tuta la giornata la tormenta di neve non lasciò scampo agli operai che dovettero rimanere rifugiati nelle baracche; non si poteva scendere a valle.
Per tutta la notte la bufera di neve e vento si abbatte con violenza sulla zona.

 

DUE METRI DI NEVE
II mattino seguente I'altezza della neve era di oltre 2 metri, le porte delle baracche non si potevano nemmeno aprire, gli operai erano imprigionati al loro interno.
A valle, nella piccola borgata di Pradieres, costituita in gran parte da baracche costruite in pietra dove erano ospitati gli operai intenti alla costruzione della centrale idroelettrica, venne lanciato l'allarme alle autorità di Auzat e Vicdessos. 

LA SLAVINA
Alle 6 del mattino del 24 marzo 1939 la bufera si intensificò, Ie raffiche di vento erano violente. Poco più tardi una slavina si stacco dalle propaggini della montagna e si abbatte sulle baracche degli operai, travolgendone alcune. Le baracche A, B e C furono sommerse da oltre 10 metri di neve, la baracca F fu colpita su di un fianco. Per gli operai che in esse erano rifugiati non vi fu scampo.

 

I SOCCORSI
1 primi soccorsi furono portati dagli operai appartenenti alle altre baracche risparmiate dalla catastrofe. Con la neve fin sotto alle ascelle e con un vento fortissimo si buttarono letteralmente alla ricerca dei compagni sommersi. Alcuni furono ritrovati, e scamparono alla morte. Intanto dal fondovalle i primi soccorsi stavano arrivando, ma non era facile raggiungere le baracche della diga, c'era troppa neve ed iI vento non cessava ancora. Verso mezzogiomo la forza della bufera cessò.  Nel pomeriggio del 24 marzo una trentina di soccorritori arrivarono in yetta ed iniziarono con ogni mezzo a disposizione a scavare nella neve per cercare di ritrovare gli operai sommersi dalla slavina. Si scavò per tutta la notte. All'alba del 25 aprile arrivarono i rinforzi costituiti anche da un intero reggimento degli Alpini francesi.   A Pradières si costituì un piccolo ospedaletto con personale medico ed infermieristico arrivato a quota 1200 metri. Più in alto, vicino alla diga, in una baracca risparmiata dalla slavina si costruì un posto di infermeria.
    






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